05 Set 2009

Il rumore di fondo, Gaspar Torriero e Michele Ficara Manganelli

Il rumore di fondo online è troppo elevato, dichiara Michele nei suoi bermuda, mentre nubi minacciose sospinte dal vento colorano di grigio il Boca Barranca e il RomagnaCamp. Ma quale rumore di fondo? Il rumore di fondo non esiste! replica deciso Gaspar, pantaloni corti, piedi nudi. Se sento rumore è perché non so scegliere le fonti giuste, quelle che mi interessano, prosegue il blogger comasco. E poi affonda: quale diritto ho, io, di etichettare come rumore quel che gli altri mettono online? Se mi interessa lo seguo, se non mi interessa lo trascuro. Ma ciò che non interessa me non è in alcun modo rumore. Perché? Perché potrebbe interessare altri. Punti di vista diversi, opposti mi verrebbe da dire. Da che parte schierarsi? Chi ha ragione e perché? Credo che ancora una volta la verità sia nel mezzo. Perché? Provo ad argomentare. Partiamo dai blog. Se sottoscrivo il feed di un blog è perché quel blog mi interessa, mi interessano gli argomenti di cui si occupa e/o mi interessano i punti di vista del blogger che lo cura. Dunque decido di seguirlo animato dall’interesse, e quindi, perlomeno in linea di massima, so già che difficilmente percepirò quel flusso di informazioni come rumore di fondo. E comunque nel caso le mie orecchie dovessero iniziare a percepirlo come tale, potrò sempre smettere di seguirlo con un semplice clic e senza tanti rimorsi. Torriero-Ficara Manganelli 1-0. Ma cosa succede quando spostiamo l’attenzione sui social network? Quali sono le dinamiche che su Facebook mi portano a seguire una persona piuttosto che un’altra? Sono le stesse che mi portano a sottoscrivere il feed di un blog? Non sempre. Il social network ci aggrega seguendo dinamiche spesso diverse da quelle citate. Su Facebook seguo sì il mio blogger preferito, certo, ma seguo anche, e forse soprattutto, il mio amico, mio fratello, mia cognata, il mio collega di lavoro, il compagno del liceo e del servizio militare. E quando inizio a seguirli, nel momento in cui io e loro ci diciamo a vicenda che siamo amici, iniziamo a fare reciprocamente parte delle nostre vite anche online. Loro leggono, vedono e ascoltano me; io vedo, leggo e ascolto loro. E lì, a mio parere, il rumore di fondo affiora inevitabilmente. Affiora perché non sempre mi interesserà sapere che Giovanni è andato a pranzo dalla suocera , che la nipote di Marianna si è sbucciata il ginocchio giocando a beach volley o che Giancarlo ha appena misurato il suo quoziente intellettivo nel più deficiente dei giochini ed è risultato un genio. Ma non per questo avvertirò l’esigenza di cancellare quei contatti. Torriero-Ficara Manganelli 1-1. No? Tu che ne pensi?


Staff

Commenti

  1. Penso che Facebook va epurato da ‘mio fratello, mia cognata, il mio collega di lavoro, il compagno del liceo e del servizio militare’, se non ti interessa di seguirli.
    Per me sempre e comunque se ti aggiungo a un SN è perché mi interessi in qualche modo, non perché sei mia madre (n.b. mia madre non produce alcun tipo di rumore su FB).
    Quindi per me vince Gaspar 2 a 0.
    Anche se ammetto che Gaspar è il mio filosofo di riferimento 😀

    • marco traferri Dice: Settembre 5, 2009 at 2:12 pm

      Bè, mio fratello, mia mamma e qualche mio amico mi interessano a prescindere. Poi più o meno frequentemente possono produrre rumore di fondo, no?

  2. P.S. grazie per aver riportato qualcosa di interessante detto a un BarCamp, visto che ormai s’è persa l’abitudine 😉

  3. quando facciamo il girone di ritorno ?

    🙂

  4. scherzi a parte …

    gestire la propria social life è veramente una impresa, e sopratutto molto soggettiva …

    a meno che non metti tutti quelli nuovi nella cartella “machitteconosce” in attesa di migliore collocazione come discutevo con stefano vitta a roma l’anno scorso in un convegno sul medesimo argomento …

    c’è un duro mondo la fuori …

    🙂

  5. scusate non è che avere gente fra i propri contatti signivica dover seguire proprio tutto di tutti. Secondo me significa invece aver l’opportunità di seguire quelle persone quando ci va. Se le aggiungiamo è perchè in qualche modo, a qualche livello ci interessano e ci interessa entrare in relazione, aver modo di contattarsi. Poi, per quanto mi riguarda, scelgo. Se ho tempo mi interesso a quanti posso. Se non ho tempo solo ad alcuni più di altri. Il rumore quasi non lo leggo più (eppure me ne passa tanto sotto gli occhi). Perchè sono io a selezionare in quel momento ciò che mi interessa cercare e leggere e sapere di quel contatto.

    Ecco perchè non ho problemi ad avere 1500 e passa contatti su FF come su FB come su twitter come tra i lettori del blog ecc (che poi non son neanche gli stessi…)
    anzi ognuno nuovo aggiunto, lo aggiungo perchè prima o poi darà il suo contributo per arricchirmi in qualcosa che non sapevo 🙂

  6. Marco, è interessante questa cosa che dici, e credo che abbia a che fare con il famoso numero di Dunbar, che dice: un gruppo sociale non può essere composto da più di 150 persone.

    Se tu aggingi solamente parenti e amici stretti, ma sono più di 150 persone, scatta il limite di Dunbar e il segnale diventa rumore.

    A quel punto l’unica soluzione possibile è filtrare con intelligenza (io ho risolto creando i gruppi: aggiungo tutti, ma seguo pochi).

    • marco traferri Dice: Settembre 5, 2009 at 4:59 pm

      Io, Gaspar, ho adottato una strategia diversa: ti aggiungo solo se ti conosco (di persona o in Rete) e mi interessa avere un’interazione con te. Se non sussistono contemporaneamente ambo le condizioni, io non aggiungo nessuno. Poi, va da sé, qualche volta io sopporterò il tuo rumore ed altre volte tu, se vorrai, sopporterai il mio. E’ un “tu” impersonale, naturalmente. A proposito: chi è che due giorni fa si è permesso, su Facebook, di cancellarmi dalla lista dei suoi amici? 😀 😀

  7. Da tempo penso che Facebook dovrebbe introdurre gli “hide” come in FriendFeed, in modo da eliminare notizie che non ci interessano, senza dover cancellare gli amici.
    Così, sarebbe 2-0 per Torriero 😉

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